Amy Lee - Evanescence

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Amy Lee - Evanescence

Amy Lynn Lee (Riverside, California, 13 dicembre 1981) è una cantante americana che ha fondato la band rock dalle influenze gotiche Evanescence con Ben Moody. I due si incontrarono in un campo giovanile quando lei suonava I'd Do Anything for Love (But I Won't Do That) di Meat Loaf al pianoforte.

Ha un fratello e due sorelle. La sua famiglia si è trasferita in vari posti, tra i quali: Illinois, Kansas, e Florida; alla fine si sono stabiliti in Arkansas, a Little Rock. Si è diplomata nell'Accademia Pulaski nell'anno 2000. Inoltre ha frequentato, anche se solo per un breve periodo, l'università del Tennessee centrale.

Quando aveva 6 anni, la sua sorella di 3 anni, Bonnie, morì e Amy ha registrato la canzone Hello che fa parte dell'album Fallen. Questa è l'unica canzone che la band non ha mai suonato dal vivo.

Dal maggio 2003, ha avuto una relazione con Shaun Morgan della band Seether, e ha cantato con lui la canzone Broken. Finita la storia col cantante, Amy ha dichiarato in un'intervista ai Much Music Awards 2006 che nel nuovo album The Open Door vi sarà una canzone, Call me when you're sober, che tratterà di questa travagliata relazione.

Immagine
Lo stile caratteristico di Amy è gotico, contrassegnato dall'uso di trucco gotico (le linee nere vicino gli occhi) e vestiti in stile vittoriano. È risaputo che progetta i suoi vestiti, e a volte li cuce lei stessa. Iniziando la sua linea dei vestiti non è stata tagliata fuori, anche se ha espresso le sue preoccupazioni sull'attuabilità di una tal attività, poiché preferisce creare costumi fatti a mano piuttosto che prodotti in serie. Ha un piercing ben in vista sul suo sopracciglio di sinistra (visibile anche sulla cover dell'album Fallen), anche se i fan hanno notato che lo toglie (temporaneamente) nei concerti recenti. All'ultima apparizione tv, i Grammy Awards 2005, il piercing era ancora al suo posto.

Influenze
Numerosi artisti hanno influenzato Amy Lee e la sua musica, tra questi citiamo: Björk, Tori Amos, Korn, Soundgarden, Michael Jackson, Nine Inch Nails, Depeche Mode, Portishead, e i Nirvana.

Evanescenza: dissolvimento o scomparsa, come fa il vapore

Sebbene il nome del gruppo possa far pensare a qualcosa che si dissolve velocemente, la musica degli Evanescence è fatta per restare. "Fallen", il disco di debutto di questo talentuoso quartetto di Little Rock (Arkansas) per l’etichetta Wind-up Records (Epic), è un lavoro etereo, ricco di emozioni e di notevole forza, sotto la guida della bellissima voce di Amy Lee. "Siamo decisamente una rock band", dice la ventenne Lee. "Ma la cosa particolare è che la musica della band è epica, drammatica e dark."

I fondatori della band, Amy Lee e il chitarrista e autore Ben Moody, si sono conosciuti da ragazzini. "Eravamo in un camping estivo" ricorda Moody "un bel giorno ho sentito Amy che suonava al piano ‘I’d Do Anything for Love’ di Meat Loaf. Allora mi sono avvicinato per conoscerla e lei ha cominciato a suonare per me. Mi ha decisamente stregato e allora l’ho convinta a entrare con me in una band". Da quel giorno il rapporto musicale è diventato inossidabile. "Abbiamo la stessa esatta visione di quello che ci piace nella musica", dice Moody. "Quando si tratta di scrivere le canzoni è come se ognuno portasse a termine il pensiero dell’altro".

Gli Evanescence hanno cominciato a prendere forma a Little Rock alla fine degli anni ’90. La band non si trovava del tutto a suo agio con le tendenze musicali che andavano per la maggiore nel piccolo stato del mid-west. "Va soprattutto il death metal o, all’opposto, musica soft per un pubblico più adulto", dice la Lee. "Non conosco neanche una band locale che abbia una cantante donna".

Ispirandosi ad un’ampia gamma di artisti quali Björk, Danny lfman eTori Amos, la band ha cominciato a realizzare degli EP di materiale proprio. Anche senza il supporto di un’attività dal vivo gli Evanescence hanno cominciato a farsi un nome.

"Parte di questa fama precoce derivava proprio dal fatto di essere sfuggenti", ricorda Moody. "La seconda canzone che abbiamo scritto era un ridicolo inno gotico di sette minuti intitolato ‘Understanding’. Per qualche strana ragione la radio locale ha iniziato a trasmetterlo, dandoci una certa popolarità in città senza che nessuno sapesse nulla di noi. Il tutto derivava dal fatto che non potevamo permetterci di suonare dal vivo. Eravamo solo Amy ed io e non potevamo pagare una band!"

"Fallen" è stato registrato a Los Angeles con il produttore Dave Frontman (Boysetfire, Superjoint Ritual). L’album riesce a trovare, con successo, quella sottile linea di confine tra languida bellezza e durezza primordiale. Il primo brano ben rappresenta la qualità del disco. "Bring Me To Life" è una ballata al pianoforte, che diventa un pezzo incendiario. Con la partecipazione alla voce di Paul McCoy dei 12 Stones, la canzone appare nella colonna sonora del film Daredevil.

’Bring Me To Life’ parla della scoperta di qualcosa o di qualcuno che suscita un sentimento che non avevamo mai provato prima", dice Moody. "Si scopre presto che c’è un mondo che è più grande della nostra piccola sicura bolla". Significativa è anche la vibrante "Tourniquet" e l’inquietante "Haunted" con il suo ritmo martellante e le sue melodie oblique (rese speciali dagli arrangiamenti da coro da camera realizzati da Lee). Di quest’ultima canzone Moody dice, "E’ forse la canzone che meglio ci rappresenta. E’ il miglior esempio di come noi vogliamo essere percepiti per quanto riguarda il sound".

Dal punto di vista dei testi gli Evanescence esplorano gli aspetti oscuri e introspettivi dell’amore e della disperazione. Ma il gruppo ci tiene a dire che il suo messaggio è positivo. "Il punto principale che la band vuole mettere in risalto con questo disco è che chi ascolta deve sapere che non e’ il solo ad avere sentimenti negativi o a provare dolore", dice Lee che scrive la maggior parte dei testi. "E’ la vita, ed è normale che sia così".

Dal vivo gli Evanescence si presentano come quartetto con John LeCompt (chitarra) e Rocky Gray (batteria), oltre a Ben ed Amy. "Come quartetto riusciamo a rendere bene le intricate armonie e orchestrazioni di "Fallen", fa notare Moody. "Siamo molto sinceri in quello che facciamo. C’è molta rabbia giovanile pre-confezionata nella musica di adesso. Noi non siamo così. Non cerchiamo di vendere niente, scriviamo solo quello che ci viene dal cuore".

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