Bob Dylan

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Bob Dylan

Robert Allen Zimmerman, meglio noto come Bob Dylan (nato il 24 maggio 1941 a Duluth, Minnesota), è un famoso musicista, compositore, cantante e poeta statunitense.
È conosciuto anche attraverso molti pseudonimi
Forte di oltre quarant'anni di carriera, e autore di ballate entrate a far parte dell'immaginario collettivo di più di una generazione (Blowin' in the Wind o Mr Tambourine Man, per citarne solo un paio), è anche attore, regista cinematografico e autore di colonne sonore.

Nel 2004 ha dato alle stampe la prima parte della sua trilogia autobiografica: Chronicles - Volume 1.

Secondo la prestigiosa rivista musicale Rolling Stone - che ha chiamato a giudicarle centosettantadue fra rockstar, produttori e critici discografici - la sua canzone Like A Rolling Stone è la migliore fra le principali 500 di tutti i tempi.

Dylan è considerato una delle stelle maggiori nel firmamento della pop music. Per molti critici ed appassionati è un poeta tout court.
Ha detto di sé:

«Posso accettare il caos, ma non sono sicuro che il caos accetti me»

Dal 1988 il suo nome è inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. Time Magazine lo ha incluso fra le cento persone che più hanno influenza il XX secolo.

Motivo di scalpore è stata, in anni recenti, la sua partecipazione ad uno spot pubblicitario, vista come una contraddizione rispetto alla sua posizione verso il sistema.

Ma durante la sua carriera non ha mancato spesso di spiazzare tanto gli estimatori quanto i detrattori, magari solo innovando - con repentine ed improvvise inversioni di rotta - sia lo stile musicale sia le tematiche dei versi.
Accadde una prima volta nel cambio di decade fra gli anni Sessanta e anni Settanta quando un suo album doppio - intitolato in senso autoironico Selfportrait (Autoritratto), privo praticamente di sue composizioni - si limitava a contenere classici del repertorio traditional. Probabilmente si trattava di uno dei tanti messaggi cifrati che avrebbe poi reiterato nel corso degli anni successivi ai suoi fan: non sarebbe stato il portavoce di alcuno, eccetto che di sé stesso.

Biografia
"Chronicles"
Alla fine del 2004, dopo un lungo silenzio, Dylan ha dato alle stampe (in ottobre sul mercato statunitense, a gennaio 2005 su quello europeo) il primo volume della sua trilogia autobiografica, "Chronicles - Volume 1". In esso, racconta in prima persona del suo arrivo a New York da Minneapolis nel pieno dell'inverno del 1961, dopo un viaggio in autostop a bordo di una Impala del '57 durato un giorno ed una notte attraverso il middle-west innevato.

Lo scopo del viaggio era quello di conoscere i cantanti blues e folk in voga a quel tempo (fra gli altri, Sonny Terry, Dave von Ronk, i New Lost City Ramblers ed il reverendo Gary Davis) ma soprattutto conoscere il suo idolo Woody Guthrie.

Più precisamente, nella Grande mela Dylan avrebbe tracciato il suo destino, approdando - sconosciuto ma pieno di aspettative, con la mente tesa come una trappola e con la consapevolezza di non aver bisogno dell'approvazione di alcuno - al Café Wha?, al Greenwich Village.

Più giovane che ieri
Dalla nativa città di Duluth (Minnesota), Dylan si era trasferito ancora giovanissimo insieme alla famiglia nel vicino centro metallurgico di Hibbing, in pieno Iron Range minerario; qui poté avvicinarsi allo studio della chitarra, dell'armonica e del pianoforte fondando un suo piccolo gruppo d'esordio, i Golden Chords. L'esordio discografico - dopo il passaggio nella vicina Minneapolis e dopo l'arrivo a New York e i primi spettacoli nei café del Village (il debutto sul palco avvenne l'11 aprile 1961) - giunse nel '62 con un album che porta semplicemente il suo nome.

Si trattava di un album, prodotto dalla Columbia (l'importante casa discografica diretta da John Hammond per la quale inciderà nell'intera carriera, tranne poche eccezioni), ideale per un debuttante, ricco com'era di cover di motivi tradizionali sullo stile talkin' blues del celebre hobo Woody Guthrie.

Dal successivo long playing (Freewheelin' Bob Dylan del 1963, nella cui foto in copertina appare al fianco della sua fidanzata dell'epoca Suze Rotolo), i suoi dischi conterranno - con poche eccezioni - solo canzoni da lui scritte.

Nel 1964 - a ventitré anni di età - è in grado di avvertire che i tempi stanno cambiando (e lo dice nell'album The Times They Are A-Changin', che contiene anche una sorta di visionaria autobiografia in versi, 4 Outlined Epitaphs) e di presentare un'altra parte di sé stesso (in Another Side of Bob Dylan); quest'album serve a Dylan per raccontare sue pagine passate e affermare di sentirsi più giovane che ieri (My Back Pages).

Come per l'ellepì precedente, anche nell'album Another Side of Bob Dylan vengono inseriti dei testi poetici non musicati (Some other kinds of songs ..., Alcuni altri tipi di canzoni ...). Anche in questo caso, tali testi - di notevole valore letterario a detta dei critici - sono considerati alla stregua di un vero e proprio testo poetico.

Vastissima è diventata da allora la discografia di Bob Dylan, ricca anche di incisioni pirata che in alcuni casi, nel tempo, hanno raggiunto un qualche carattere di ufficialità essendo stati recuperati dalla sua stessa casa discografica.

Sodalizi artistici e sentimentali
Gli inizi di carriera del cantante di Duluth vedono crescere rapidamente il fenomeno Dylan, inteso come punto di riferimento per i nascenti movimenti giovanili; ma l'artista stesso smorza gli entusiasmi, poiché molto spesso - manda a dire in versi, tra l'ironico ed il profetico - You don't need a weather man / To know which way the wind blows, non hai bisogno di un meteorologo per sapere dove spira il vento (Subterranean Homesick Blues).

Questa fase di carriera, ancora fresca ma piena di significati (anche politici, se si considera l'impegno di Dylan nelle lotte per i diritti civili, anche a fianco di Joan Baez) è ben documentata nel film Don't Look Back, girato in bianco e nero nel corso della tournée nel Regno Unito del 1965. Il film venne prodotto solo un paio di anni dopo dal suo manager Albert Grossman e per lungo tempo non ha avuto una circolazione commerciale.

La pellicola è importante perché illustra bene - in maniera quasi didascalica tra prove, estratti da concerti ed intervista ai media - il nuovo personaggio Dylan (attorniato da una corte di manager, tecnici del suono e delle luci, colleghi musicisti già pronti a venerarlo), e perché lascia intravvedere la fine del suo rapporto sentimentale con Joan Baez, rapporto del quale - sebbene non fosse mai stato ufficializzato - erano a conoscenza gli amici e l'intero entourage della coppia.

Emarginata artisticamente (ben poco spazio le venne lasciato nei set dei concerti attraverso il Regno Unito), la Baez si trovò, al ritorno dalla tournée, "scaricata" anche dal punto di vista affettivo dal cantante, forse troppo preso nel vortice dell'improvviso (e non previsto?) successo.

Circa una decade dopo - intorno al 1975 - i rapporti tra i due verranno riallacciati e il sodalizio artistico (ma secondo alcuni anche quello sentimentale) con Joan Baez riprenderà con vigore in occasione del fortunato tour della Rolling Thunder Revue.

Restando alla metà degli anni Sessanta, va detto che quel periodo segna per Bob Dylan anche un periodo di forte maturazione, grazie alla conoscenza e alla frequentazione - avvenute appunto durante il tour inglese - con i componenti del gruppo dei Beatles e con cantanti allora molto in voga, fra i quali l'altro menestrello scozzese Donovan. E a quegli anni risale anche la collaborazione con il gruppo californiano The Byrds, considerati la risposta americana al fenomeno inglese dei Beatles, cui Dylan farà interpretare molte delle sue celebri ballate.

Neverending tour

Bob Dylan e Joan Baez alla marcia per i diritti civili nel 1963In tempi recenti, guarito da una grave malattia, ha cantato (agosto 1997), al congresso eucaristico di Bologna, davanti a Papa Giovanni Paolo II. Dopo una fugace apparizione ad inizio carriera al Folk Studio di Roma, numerose sono state in anni recenti le tappe italiane di quello che viene definito il Neverending tour, il "tour senza fine".

I "fratelli" Wilburys
Questo continuo peregrinare sui palcoscenici di tutto il mondo non gli ha impedito - specie a cavallo degli Anni Ottanta - di dare vita a collaborazioni discografiche estemporanee, quasi una sorta di divertissment: assieme agli scanzonati colleghi dei Traveling Wilburys (Jeff Lynn, Roy Orbison, George Harrison e Tom Petty) - cui si aggiungevano in occasione di performance dal vivo anche cantanti come Eric Clapton e Neil Young (memorabile una versione del gruppo della canzone My Back Pages) - ha ridato lustro al country-rock.

Dylan, il cinema e il suo privato
La carriera cinematografica di Bob Dylan (la cui vita è stata raccontata in molteplici biografie, autorizzate e non) annovera - oltre al già citato Don't Look Back e ai film Renaldo e Clara (sulla fortunata tournée anni Settanta della Rolling Thunder Revue), e Hearts of Fire - una partecipazione, anche attraverso la colonna sonora, al film Pat Garret e Billy the Kid di Sam Peckinpah). In tempi recenti ha girato un nuovo film, Masked and Anonymous.

Il 26 Novembre del 1976 partecipa al concerto "The Last Waltz", ultimo spettacolo dal vivo della sua band d'elezione, The Band. Il concerto viene filmato da Martin Scorsese.

Sempre in campo cinematografico Dylan ha ricevuto nel 2000 un Oscar per la migliore canzone (Things have changed) nel film The Wonder Boys".

Poco si sa della vita privata di Bob Dylan sebbene su di lui siano stati scritti interi volumi, saggi e tesi di laurea.

Jesse e Jakob, i figli avuti dalla moglie Sarah Lowndes, sposata in gioventù e da cui ha divorziato a fine Anni '70, sulle orme del padre sono avviati alla carriera artistica: il primo come regista cinematografico (American Pie - Il matrimonio), l'altro come musicista e leader del complesso degli Wallflowers.

Riconoscimenti
Fra i molti riconoscimenti che gli sono stati attribuiti vi è il Grammy Award del 1998 per la canzone Cold Iron Bounds, mentre - sempre nel '98 - l'album Time Out of Mind ha vinto il premio come miglior disco di musica folk per quell'anno.

In virtù della qualità dei suoi testi il nome di Bob Dylan è circolato più volte in occasione dell'assegnazione dei Premi Nobel.

Dylan e la religiosità
Il rapporto di Bob Dylan con la religione è uno dei più controversi sia tra i fan che tra i biografi. Lo stesso Dylan, con le sue numerose conversioni e ritorni di fiamma - oltre che con la sua proverbiale ambiguità - ha contribuito notevolmente ad alimentare questa controversia.

Dylan nasce ebreo e la sua adesione al giudaismo è confermata tanto dal suo Bar mitzvah quanto, in tempi più maturi, dalle frequenti visite sulle tracce dei padri ad Israele. La prima di tali visite risale al maggio 1971 in occasione del suo trentesimo compleanno. Si dice anche che abbia anche cercato di entrare in un kibbutz.

Alla fine degli anni settanta, poco dopo il divorzio dalla prima moglie Sarah, Dylan conobbe un periodo di smarrimento personale che lo portò ad abbracciare la fede cristiana.
Da questa conversione nacquero tre album: Slow Train Coming, Saved e Shot of Love (conosciuti infatti come la trilogia del periodo cristiano).

Nel 1983 Dylan presenziò poi, sempre a [Gerusalemme], al Bar mitzvah del figlio primogenito Jesse (che diventerà poi anch'egli musicista fondando il complesso dei Wallflowers). Si parlò in quella circostanza di un ritorno alla sua religione originaria (e la foto all'interno di Infidels, pubblicato nello stesso anno, contribuì al diffondersi di questa voce.

Lavori e studi recenti hanno avanzato l'ipotesi di un'aderenza per oltre trent'anni ad una religione di tipo gnostico (nella quale farebbe capolino anche la saga francese del Graal), oltre che di un suo rapporto (per alcuni dato per certo) con la Massoneria.

Misterioso incidente motociclistico
("Motorpsycho Nightmare")
Nell'estate del 1966 - quando il suo nome veniva ormai accostato a quello di star quali Elvis Presley, The Rolling Stones e Beatles - di ritorno da una tournée in Europa, rimase vittima di un grave incidente motociclistico che lo tenne per un paio di anni lontano dalla ribalta.
Curiosamente, l'incubo di un incidente motociclistico era stato da lui cantato alcuni anni prima nel brano "Motorpsycho Nightmare" (contenuto nell'album Another Side of Bob Dylan).

Il rientro di Dylan sulla scena musicale live dopo due anni di assenza avvenne nell'agosto 1969 al Festival dell'Isola di Wight, quando si esibì in concerto con The Band (già The Hawks di Robbie Robertson), suo gruppo storico.
Il lasso di tempo intercorso fra l'incidente e il ritorno in scena servì al menestrello di Duluth - cresciuto nell'ammirazione del cantante-hobo Woody Guthrie e frequentando al Greenwich Village i poeti della beat generation - di rivedere il proprio stile concettuale - espandendo la sua poesia ad altre tematiche esistenziali - ma anche quello musicale (con un approfondimento del concetto di suono mercuriale che aveva affrontato già dai primi dischi, quando ancora era lontano dall'essere una vera e propria pop-star).

Contestualmente alla creazione di nuove canzoni - registrate negli scantinati del buen retiro di Big Pink - poté portare avanti un parallelo lavoro letterario. Mentre molti suoi scritti non musicati (come si è detto considerati veri e propri poemi) figurano sulle note di copertina di diversi LP, l'unico libro vero da lui scritto - Tarantula - avrebbe tuttavia avuto vita controversa: quella che era una raccolta di appunti visionari fu pubblicata solo diversi anni dopo, e malgrado la contrarietà dell'autore stesso.

Discografia
La discografia di Bob Dylan - articolata in un arco di carriera di oltre quarant'anni - consta di innumerevoli titoli che includono anche incisioni effettuate su vinile e quindi rimasterizzate su cd. Ciò è dovuto sia alla prolificità dell'autore sia anche alla realizzazione, con il passare del tempo, di numerosi bootleg, ovvero incisioni pirata di registrazioni di concerti ed edizioni non ufficiali (alcune delle quali peraltro successivamente pubblicate dalla stessa casa discografica del cantante). Queste produzioni - il cui elenco è facilmente rintracciabile su numerosi siti internet - hanno trovato facile diffusione attraverso lo scambio peer-to-peer di file musicali in formato mp3.

Qui di seguito ci si limita pertanto a riportare la discografia ufficiale di Dylan (in corsivo sono indicati gli album doppi, le colonne sonore, le registrazioni live e i greatest hits; fra parentesi la data di pubblicazione):

Bob Dylan (1962)
The Freewheelin' Bob Dylan (1963)
The Times They Are A-Changin' (1964)
Another Side of Bob Dylan (1964)
Bringing It All Back Home (1965)
Highway 61 Revisited (1965)
Blonde on Blonde (1966)
Bob Dylan's Greatest Hits (1967)
John Wesley Harding (1967)
Nashville Skyline (1969)
Self Portrait (1970)
New Morning (1970)
Bob Dylan's Greatest Hits, Vol. 2 (1971)
Pat Garrett and Billy the Kid (1973, colonna sonora dell'omonimo film)
Dylan (1973)
Planet Waves (1974)
Before the Flood (1974)
Blood on the Tracks (1975)
The Basement Tapes (1975)
Desire (1976)
Hard Rain (1976)
Street Legal (1978)
At Budokan (1979)
Slow Train Coming (1979)
Saved (1980)
Shot of Love (1981)
Infidels (1983)
Real Live (1984)
Empire Burlesque (1985)
Biograph (1985)
Knocked Out Loaded (1986)
Dylan & the Dead (1988)
Down in the Groove (1988)
Oh Mercy (1989)
Under the Red Sky (1990)
The Bootleg Series Volumes 1-3 (1991)
Good as I Been to You (1992)
The 30th Anniversary Concert Celebration (1993)
World Gone Wrong (1993)
Bob Dylan's Greatest Hits, Vol. 3 (1994)
MTV Unplugged (1995)
Time Out Of Mind (1997)
Live 1966 (1998)
The Essential Bob Dylan (2000)
Love and Theft (2001)
Live 1975 (2002)
Masked and Anonymous (2003)
Live 1964 (2003)
No direction Home (2005)
Live At Gaslight 1962 (2005)
Live At Carnegie Hall 1963 (2005)
No Direction Home - The Bootleg series Vol. VII (2005)
Modern Times (2006)

Filmografia
The Madhouse On Castle Street ([963) - Film TV
- Newport Folk Festival (1965)
- D. A. Pennebaker: Don't Look Back (1) (1965)
- Concert for Bangladesh (1971)
- Bob Dylan and Howard Alk: Eat the Document (1972)
Pat Garrett e Billy the Kid (Pat Garrett and Billy the Kid) (1973)
- Martin Scorsese: The Last Waltz (1976)
Hard Rain (1976) - Film TV
- Bob Dylan: Renaldo e Clara (1978)
- Richard Marquand: Hearts of Fire (1987)
Ore contate (Catchfire) (1990)
Hurricane (La storia di Rubin "Hurricane" Carter) (??)
Paradise Cove (1999)
- Larry Charles: Masked and Anonymous (2003)
- Martin Scorsese: No Direction Home (2005)
(1) - Il titolo esatto del film-documentario, ancorché scritto nella sua originalità in maniera errata, è Dont Look Back

Bibliografia
Numerosi i libri scritti su Bob Dylan, in particolare le biografie. Si segnala qui quella scritta dal giornalista Anthony Scaduto, ricca di particolari per quanto riguarda la prima decade di attività del cantante, e pubblicata in Italia nel 1972 da Arcana Editrice.
Per il formato inusuale (a forma di long playing) è diventato quasi un oggetto da collezionismo il libro "Bob Dylan - Profeta, poeta, musicista e mito" ("The Illustrated Record"), su testo di Alan Rinzler e design di Jon Goodchild edito da Sonzogno nel 1980.
Per una esaustiva bibliografia si rimanda alla Maggie's Farm.
Bob Dylan - biografia di Howard Sounes (2001, titolo originale "Down the Highway. The Life of Bob Dylan" - 2002, Ugo Guanda Editore)
La voce di Bob Dylan. Una spiegazione dell'America - Alessandro Carrera (2001, Feltrinelli)
Chronicles - Volume 1 - Autobiografia (Simon & Schuster, Inc. 2004, Feltrinelli 2005)
No Direction Home - The Bob Dylan Scrapbook 1956-1966 (2005)
Guida completa a Bob Dylan (The Rough Guide to Bob Dylan) - Nigel Williamson, Vallardi, 2005, ISBN 88-8211-987-4
Bob Dylan l'ultimo cavaliere - Nicola Menicacci, Hermatena, 2005, ISBN 88-8843-722-3
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