Eminem

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Eminem

Marshall Mathers in arte Eminem nasce a St. Joseph vicino a Kansas City. Passa la non facile infanzia tra la città natale e Detroit, dove fa la sua prima conoscenza con il rap e già a 14 anni inizia a conquistarsi una certa notorietà come membro dei Soul Intent, un duo in attività proprio nella città dei motori. Presto esce il suo primo EP, "Infinite" (1996), che include la collaborazione dei membri della sua crew, i Dirty Dozen. Dopo la sua citazione nella sezione Unsigned Hype della rivista specializzata in black music The Source, Eminem si fa un nome scrivendo versi per artisti come Shabaam Sahdeeq e OldWorlDisorder.
Dopo poco esce "Just Don't Give a Fuck" e con l'EP "Slim Shady", Eminem diventa un'affermata realtà underground.
Stando alla leggenda, Dr. Dre scopre un demo tape del platinato rapper sul pavimento del garage di Jimmy Iovine, il capo della Interscope Records. Ma è solamente in seguito alla brillante performance di Eminem (si piazza secondo) nella categoria freestyle al Rap Olympics MC Battle, tenutasi a Los Angeles nel 1997, che Dr. Dre decide di farne il suo pupillo e di metterlo sotto contratto con la sua etichetta, la Aftermath. Il debutto di Eminem con questa label, "The Slim Shady LP", arriva alla n. 2 della Billboard Album Charts a distanza di poche settimane dall'uscita, grazie al dirompente successo del singolo "My Name Is" (che pur valendogli la popolarità presso il popolo di teenager e non della MTV Generation, lo porta a intraprendere una lunga causa con la madre che nella canzone è accusata di abusare di droghe). Eminem riceve 2 award alla 42a edizione dei prestigiosi Grammy, sia come Best Rap Solo Performance per "My Name Is", sia per il Best Rap Album. È anche uno dei nuovi membri della New Jersey Crew degli Outsidaz.
Il secondo album-evento di Eminem, "The Marshall Mathers LP", esce nel maggio 2000 e porta in uguale misura popolarità, eccessi e disprezzo. Mai distante dalle polemiche, la sua presenza ai 2000 MTV Music Awards lo porta a scontri con la comunità gay e con organizzazioni come la 'Gay And Lesbian Alliance Against Defamation' (GLAAD), che condannano i suoi testi omofobici, misogini e politically uncorrect. Lo stesso avviene alla 43esima edizione dei Grammy, dove la GLAAD continua la protesta iniziata ai Music Award. Nonostante le critiche, il bizzarro duo Eminem – Elton John si esibisce con la controversa "Stan" (che in "The Marshall Mathers LP" vanta la voce di Dido come guest) alla cerimonia del 21 febbraio ed Eminem se ne va con i premi per il Best Rap Album, Best Rap Solo Performance e Best Rap Performance. A fine anno il rapper si presenta in aula, citato in causa per aver minacciato con una pistola scarica un tale che stava baciando Kim, ossia la signora Mathers, nel parcheggio di un nightclub; un fattaccio simile si ripete quando Eminem aggredisce la crew Insane Clown Posse nella periferia di Detroit.
Nel 2001 Eminem fa parlare di sé, più che per la sua musica, proprio per i suoi guai giudiziari – si becca una condanna a due anni di libertà condizionata per possesso illecito d'arma da fuoco - e per il velenoso divorzio dalla moglie Kim, dopo i due opposti di una breve riconciliazione nel dicembre 2000 e di un precedente tentato suicidio (di lei, ovviamente). Ma non solo: il 2001 vede anche Eminem alla prese con l'uscita dell'album di debutto con la sua crew di Detroit, i D12. "Devil's Night" è coprodotto dallo stesso Eminem e include i suoi testi e la sua voce in molti brani. In Italia si scatena un putiferio (montato ad arte) quando Eminem è invitato al Festival di Sanremo; i timori si dissolvono in un niente, quando la sua esibizione sul palco dell'Ariston mette in mostra un valido musicista senza nessuna voglia di fare scandalo a comando.
Concluso il tour americano, Eminem si piazza davanti alla macchina da presa, diretto da Curtis Hanson (quello di "L.A. Confidential" e "Wonder Boys"), e recita in "8 Mile", un film sulla sua stessa vita. Per un certo periodo sta lontano dalle scene - tanto che si mormora di una svolta buonista negli atteggiamenti del rapper platinato - e i media lo lasciano tranquillo: niente lo distrae dalla creazione del suo nuovo lavoro. Nel 2002 piomba nel musicbiz il singolo sfascia-classifiche "Without Me", un terremoto rap accompagnato da un video (semplicemente straordinario) che fustiga con ironia sferzante Moby, Limp Bizkit e varie icone Usa, compreso il Nemico Pubblico Numero Uno, Osama Bin Laden. Naturalmente è scandalo. Ma se nel complesso, il disco, "The Eminem Show", curiosamente non scatena le polemiche che tutti si attendevano, comunque vende alla grande; è hip hop vero, duro, autobiografico come tanti altri, ma con quel tocco di sincerità e ironia che fanno di Eminem un artista assolutamente unico nella sua categoria. Piace anche alla Black America e oltreoceano. Intanto esce il secondo singolo "Cleanin' Out My Closet", altra dura accusa nei confronti della madre. Oltre alla qualità ritmica sopraffina e alle trovate musicali, è proprio il racconto di se stesso come un libro aperto, senza filtro, senza scuse per gli errori, senza perdono per chi lo ha ferito, senza remore nel dichiarare il suo amore per la figlia, a fare di "The Eminem Show" un album che resterà nella storia dell'hip hop. Al di là della malizia del nostro, dell'innato talento nel far parlare di sé, della capacità di dare scandalo.
Agli MTV Europe Music Awards Eminem fa il solito show: straccia tutta la concorrenza (portandosi a casa 4 premi) grazie a "Without Me" e attacca ancora Moby, accusandolo di essere una 'mammoletta'. È solo l'ultimo bersaglio di una lunga serie di aggressioni verbali: a partire dal 2000, annoveriamo – tra gli altri - Christina Aguilera, Everlast (ex-MC degli House of Pain), Insane Clown Posse, Fred Durst e DJ Lethal dei Limp Bizkit, *N Sync…
Ma entro fine 2002 il biondino dalla lingua lunga riesce a scatenare consensi anche in un altro settore dello showbiz: il cinema. Debutta infatti sul grande schermo con "8 Mile", il film diretto da Curtis Hanson ("L.A. Confidential") con Kim Basinger e Brittany Murphy, nel quale Mathers interpreta Jimmy Rabbit Smith, un aspirante rapper di Detroit che lotta per abbattere certi pregiudizi culturali all black. Sì, avete capito bene, più o meno è la storia della sua vita. La pellicola incanta pubblico e critica in patria - prima - e nel resto del mondo - poi (in Italia esce a metà marzo 2003 e sbanca al botteghino) - valendo a Eminem un Oscar per Miglior Canzone Originale con "Lose Yourself".
Cavalcando il successo di "8 Mile", Marshall torna alla conquista delle classifiche italiane: i singoli "Lose Yourself" e "Sing for the Moment" (il quarto tratto dal pluripremiato "The Eminem Show") compaiono contemporaneamente nella top 10 dei singoli a inizio aprile (alla nr. 4 e 5 rispettivamente), mentre la colonna sonora domina le compilation e il suo terzo album in studio (pubblicato un anno prima) resiste fra i primi dieci. Un primato che ben pochi artisti possono vantare.

Nel dicembre 2005 esce "Curtain Call", l'atteso greatest hits di Eminem, che ha fomentato le voci su un suo presunto ritiro dal musicbiz. L'album è lanciato dal singolo "When I'M Gone" - il primo di due inediti - in cui il rapper di Detroit parla della sua disillusione nei confronti del musicbiz. Nel disco sono presenti tutte le track che hanno reso Eminem il rapper più amato del globo: "Stan", "The Way I Am", "My Name Is", "Lose Yourself" e molte altre.
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