Georges Brassens

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Georges Brassens

Georges Brassens (Sète, Francia, 22 ottobre 1921 - Saint-Gély-du-Fesc, Sète, Francia, 29 ottobre 1981) è stato un poeta e chansonnier francese, autore di numerose canzoni, talune sentimentali e malinconiche, altre sarcastiche ed anticonformiste, tutte comunque ricche di pathos e - a detta di molti - di ineguagliabile fantasia. Fu anche scrittore e attore.

Nacque da un muratore e da Elvira Dagrosa, emigrata da Napoli.

Le canzoni di Brassens sono state interpretate da numerosi cantanti francesi e non e, nonostante la difficoltà di rendere la lingua utilizzata da Brassens, sono state tradotte in varie lingue. In Italia, Nanni Svampa ha tradotto molte canzoni di Brassens sia in dialetto milanese sia in italiano. Moltissimi cantautori si sono ispirati a Brassens: Fabrizio De André lo considerava un maestro, tanto che alcune delle sue più famose canzoni ("Il gorilla", "Morire per delle idee", "Le passanti", "Delitto di paese", "Marcia nuziale", "Nell'acqua della chiara fontana") non sono altro che delle traduzioni e degli adattamenti delle canzoni di Brassens; lo stesso cantautore francese, che conosceva un po' di italiano, grazie anche alla nonna napoletana, ebbe occasione di vedere le traduzioni delle sue canzoni e le giudicò eccellenti, assieme a quelli di Nanni Svampa, che però a quel tempo scriveva solo in dialetto milanese. Tuttavia, De André e Brassens non si conobbero mai di persona: il grande cantautore genovese era al corrente del brutto carattere di Brassens e temeva di andare incontro ad una delusione incontrando quello che per tanti anni era stato il suo modello assoluto.

A Brassens è stato consegnato il Premio Tenco nel 1976.

Su Brassens esiste una ricca bibliografia. In italiano esiste un libro fondamentale: "BRASSENS - Tutte le canzoni tradotte da Nanni Svampa e Mario Mascioli" con una interessante introduzione che riporta l'intervista rilasciata da Brassens al suo "fan", amico, giornalista e sacerdote cattolico André Sève.

Biografia
Figlio di gente comune, come le sue melodie, vive la sua infanzia nel sud della Francia. Appassionato di poesia già durante i suoi trascorsi scolastici, si trasferisce a Parigi all'età di 19 anni (1940). Nel 1942, trova dimora, presso Jeanne Le Bonniec, una bretone di 30 anni più vecchia di lui, che soprannominerà "la Jeanne". Sarà la sua pensionante per 20 anni. Gli dedicherà delle canzoni, come "La cane de Jeanne" e "Jeanne" e non mancherà di rendere omaggio anche a suo marito Marcel ("Chanson pour l'Auvergnat"). Sempre nel 1942, pubblica la sua prima raccolta di poesie, senza però riscuotere successo.

Nel marzo del 1943, viene mandato in Germania, per svolgere il Servizio di lavoro obbligatorio (STO, Service du travail obligatoire). Quì incontra Pierre Onteniente, detto Gibraltar, suo futuro segretario e compagno. Inizia a fare le sue prime apparizioni davanti ad un pubblico e a comporre le sue prime canzoni. Sfruttando una licenza, si reca a Parigi, dove si nasconderà presso la dimora di Jeanne fino alla fine della guerra disertando. Nel 1946, aderisce alla Federazione Anarchica e scrive degli articoli nel quotidiano "Le Libertaire" (oggi conosciuto come "le Monde libertaire") sotto diversi pseudonimi (Géo Cédille, Gilles Collin, ...). Nel frattempo canta le sue prime canzoni durante gala anarchici e cerca di creare un giornale anarchico all'interno del quindicesimo distretto, ma senza successo.

Le sue relazioni amorose durante il dopo guerra sono tumultuose, ed una di esse, con una ragazza poco socievole, gli costò la perdita di qualche amicizia e gli ispirò la canzone "Putain de toi". Nel 1947, incontra la donna della sua vita, di origine estone, Joha Heiman, soprannominata Püppchen (piccola bambola in tedesco). Non vivranno mai insieme, ma resteranno amanti fino alla fine. Brassens le dedicherà molte canzoni, quali "La non-demande en mariage", "Saturne" o "Je me suis fait tout petit".

Tra il 1951 ed il 1952, si esibisce al Caveau de la République e in altri cabaret. Poco applaudito, mantiene comunque fiducia in sé stesso e lavora nuovamente sulle sue canzoni, il 6 marzo 1952, Patachou lo ascolta in pubblico. Viene ingaggiato per suonare nei cabaret, ma anche per partecipare alla tornée di Patachou. È il 9 marzo il giorno del debutto al Trois Baudets (dove debutteranno Jacques Brel, Mouloudji e Raymond Devos). È il successo.

Nel 1952 incide il primo 33 giri presso la casa discografica Polydor (Philips). Fedele a questa etichetta registrerà altri 12 album durante la sua carriera con essa. Inizia subito dopo a fare tournée e recital. Scrive nel frattempo un romanzo intitolato: La tour des miracles 1953.

Il 1957 è l'anno della prima ed ultima apparizione di Brassens in un film. Ricopre il ruolo dell'artista in Porte des Lilas (Il quartiere dei lillà) di René Clair, del quale compone la musica e le canzoni.

Alla fine degli anni '60, al duo di scena (Pierre Nicolas al contrabbasso e Georges Brassens alla chitarra) si aggiunge nella registrazione dei dischi un giovane chitarrista, Joël Favreau.

Una delle sue canzoni, Les deux oncles, nella quale rifletteva sulle due fazioni opposte della Seconda Guerra Mondiale, mettendo sullo stesso piano due ex nemici (uno amico degli americani, l'altro amico dei tedeschi), gli valse delle inamicizie. Preciserà le sue idee in una successiva canzone, Mourir pour des idées. Nel frattempo, espresse chiaramente il suo pensiero negativo sui movimenti politici nella canzone Le pluriel.

Nel novembre del 1980, si ammala e viene operato di un cancro. Durante l'estate del 1981 torna nella sua città natale Sète. Il 29 ottobre 1981 la morte, che lui ha cantato spesso, lo coglie nel piccolo villaggio di Saint-Gély-du-Fesc, vicino a Montpellier, presso il suo amico e medico, Maurice Bousquet.

Viene sepolto, quasi come nella sua canzone Supplique pour être enterré sur la plage de Sète, non al cimitero marino di Sète dove è sepolto Paul Valéry, ma al cimitero du Py, giusto sopra lo stagno di Thau. Questo è comunemento chiamato l'accozzaglia perché si dice sia il cimitero dei poveri in opposizione al cimitero marino che domina il mare.

Il parco costruito nella città di Parigi ubicato nei pressi del vecchio mattatoio è stato battezzato parc Georges Bressens. Il cantante visse buona parte della sua vita parigina a qualche centinaio di metri da lì.

Durante tutta la sua carriera, Brassens riprese, mise in canzone ed interpretò delle poesie di Paul Verlaine, Louis Aragon, Antoine Pol, Paul Fort, Victor Hugo, Jean Richepin e altri.


Aneddoti
Contrariamente ad un'idea diffusa, il suo strumento di composizione preferito era il piano
Corne d' aurochs fu realmente il soprannome di uno dei suoi amici
Georges Moustaki compose in suo onore e la sua cerchia di amici la canzone Les amis de Georges
Jean Ferrat compone una canzone in suo onore: A Brassens (1964)
Più artisti hanno rieseguito le canzoni di Brassens in un album intitolato Les oiseaux de passage (come il titolo di una sua canzone). A quest'album hanno partecipato artisti come Bénabar, Yann Tiersen, Tarmac.
Esiste un album di jazz datato 1979, Giant of Jazz play Brassens, che riprende le canzoni di Brassens. Hanno partecipato artisti come Marcel Zanini, Benny Vasseur, Pierre Nicolas e Moustache.

Discografia
Georges Brassens ha venduto qualcosa come 20 milioni di album mentre era in vita, dal 1953 al 1981, ciò costituisce un record per qualcuno che cominciò a vendere della musica negli anni 50 ed il cui stile fu largamente (e volontariamente) fuori moda nel 1970. Con Moustache e altri suoi amici, Brassens fece una piccola incursione nel jazz con Elégie pour un rat de cave, creando un omaggio alla sua compagna.


Le sue opere
1953 : La Mauvaise Réputation
1954 : Les Amoureux des bancs publics
1955 : Chanson pour l'Auvergnat
1957 : Je me suis fait tout petit
1958 : Le Pornographe
1960 : Le Mécréant
1961 : Les Trompettes de la renommée
1964 : Les Copains d'abord
1966 : Supplique pour être enterré à la plage de Sète
1969 : La Religieuse
1972 : Fernande
1976 : Don Juan

Altri dischi
Georges Brassens chante les chansons de sa jeunesse (Georges Brassens canta le canzoni della sua giovinezza)
20 ans d'Emissions à Europe1 (extraits d'interviews et chansons) (20 anni di emissioni a Europe1, estratti di interviste e canzoni)

Premi
Brassens non ricercò mai riconoscimenti officiali e non si considerò mai un poeta, ottenne però due importanti premi:

il premio conferito dall'Académie Charles Cros per il suo primo album
il grande premio di poesia conferito dall'Académie française nel 1967

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