Robert Plant

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Robert Plant

Robert Anthony Plant (nato a West Bromwich, West Midlands, Inghilterra il 20 agosto 1948), rockstar britannica di fama planetaria e cantante di quella che è stata definita sotto il profilo artistico la più influente rock band di tutti i tempi: i Led Zeppelin.

"Urlatore" di prima grandezza, dotato di eccezionale talento, di una potentissima voce con caratteristiche venature Blues e capace di raggiungere tonalità altissime, Robert Plant ha trascorso la fine degli anni sessanta e tutti i settanta nei Led Zeppelin e producendo un totale di otto album che hanno dominato le classifiche, non solo britanniche ma del mondo intero, per tutti gli anni Settanta.

Dotato di un talento "grezzo" fuori dal normale e di un profondo e viscerale amore per la musica, Plant - che da ragazzino adora il Rock and Roll di Elvis Presley e il Blues - cresce nella cittadina di Halesowen nella contea dello Worcestershire (nell'hinterland di Birmingham) ed inizia la sua carriera giovanissimo: dopo aver lasciato la famiglia, che lo ostacola nella sua passione per la musica e lo spinge ad intraprendere la carriera di ragioniere, Robert fa lavori di ogni genere (incluso stendere asfalto sulle strade) finché inizia a cantare nei pub di campagna intorno a Birmingham. Dopo avere cantato nella Band of Joy, viene scoperto dal chitarrista dei cosiddetti New Yardbirds, Jimmy Page, mentre canta in una band chiamata Hobbsteweddle. Page, che - a dispetto dei suoi soli ventiquattro anni - lungi dall'essere un novellino è già un'affermata rock star con quasi dieci anni di carriera e uno dei migliori chitarristi al mondo, è alla ricerca di un cantante per il suo nuovo gruppo e non appena sente la voce del giovane cantante dilettante, rimane tanto impressionato da scartare immediatamente voci del calibro (e della ben consolidata fama commerciale) di Rod Stewart e Joe Cocker. L'esperto e intrigante Pagey (come lo soprannomineranno poi gli altri membri dei Led Zeppelin) "convince" in pochi minuti Plant a unirsi a lui. È questo l'inizio di una coppia che quanto a successo artistico e commerciale non sarà seconda nemmeno alla mitica e gloriosa Lennon-McCartney e che darà inizio ad una nuova era nella Storia della musica leggera. Robert Plant è senza dubbio il cantante più imitato della Storia della musica Rock: tutti i cantanti del genere heavy metal hanno preso esempio da lui, inclusi colleghi dotati di straordinario talento e di enorme successo come ad esempio Ian Gillan (Deep Purple) e David Coverdale (Deep Purple e Whitesnake).

In seguito alla morte del batterista John Bonham nel 1980 e al conseguente scioglimento dei Led Zeppelin, Plant nel 1982, esordisce da solista con l'ottimo Pictures at Eleven. L'anno successivo produce The Principle of Moment, disco strepitoso registrato con l'ausilio di uno dei più grandi batteristi inglesi di sempre, Cozy Powell. Nel decennio 1985-1995 Plant appare invece sottotono, soprattutto per l'impossibilità di raggiungere con la voce le vette di un tempo (Shaken'n'Stirred, Now and Zen, Manic Nirvana e Fate of Nations ne sono un esempio) ma anche a causa dell'ombra dei Led Zeppelin che continua a gravare sulla sua figura: i paragoni fra "quello che faceva" prima e "quello che fa" ora sono impietosi e umilianti, ma spesso colgono nel segno. Plant non è professionalmente allo sbando e non si autodistrugge con alcol e droghe, ma sembra aver perso definitivamente lo smalto di un tempo.

Successivamente però, a partire dal 1994, ha luogo una vera e propria rinascita del cantante inglese, che riesce finalmente ad affrancarsi dalla pesante eredità dei Led Zeppelin. A partire da No Quarter (1994), un album composto da registrazioni dal vivo e in studio realizzato insieme a Jimmy Page, Plant ritrova sé stesso. Una nuova vena creativa che si manifesta sia nella reinterpretazione dei vecchi grandi successi dei Led Zeppelin che nella creazione di alcuni nuovi brani caratterizzati da una raffinatezza e un carattere del tutto particolari. All'età di quarantacinque anni "Percy" (come lo chiamavano gli altri membri del gruppo) dimostra che nonostante i noduli alle corde vocali (si era sottoposto a intervento chirurgico già nel 1975), le rughe e le mille avventure di una vita dall'intensità fuori dal normale, l'autentica passione per la musica e le doti artistiche sono tutt'altro che svanite e stanno anzi rifiorendo a nuova vita. Una maturità e una creatività artistiche con pochi eguali nel panorama della musica rock: un mondo dove l'autodistruzione fisica e l'appiattimento professionale delle grandi star rappresentano purtroppo una regola confermata solo da rare eccezioni.

Il 2002 sarà poi l'anno di Dreamland ottimo disco che porterà la ritrovata qualità artistica di Plant a pieno compimento. L'ultima opera di Plant, Mighty Rearranger, è del 2005: un album è diviso a metà fra la riscoperta delle origini Blues e il nuovo personalissimo stile mistico che tanto "deve" alla musica nordafricana e indiana.

Appassionato di calcio, Plant è tifoso del Wolverhampton Wanderers F.C.



Curiosità
Ci sono voci che direbbe che Robert Plant, al ritorno in aereo dall'unica data dei Led Zeppelin in Italia (un disastro, rissa con tanto di distruzione delle apparecchiature), era talmente scosso dagli avvenimenti accaduti che si è cimentato in grosso pianto.


Discografia post-Zeppelin
1982 - Pictures at Eleven
1983 - The Principle of Moments
1984 - The Honeydrippers: Volume One (con Jimmy Page)
1985 - Shaken 'n' Stirred
1987 - Now and Zen
1990 - Manic Nirvana
1993 - Fate of Nations
1993 - The Wayne's World 2 Soundtrack (solo una canzone)
1994 - No Quarter: Jimmy Page and Robert Plant Unledded
1998 - Walking into Clarksdale ( con Jimmy Page )
2002 - Dreamland
2003 - Sixty Six to Timbuktu (raccolta)
2005 - Mighty Rearranger (con Strange Sensation)
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